La leggenda narra di un uccello
che canta una sola volta nella vita,
più soavemente di qualsiasi creatura al mondo.
Da quando lascia il nido, cerca e cerca un grande rovo
e non riposa finché non lo abbia trovato.
Poi, cantando tra i rami crudi,
si precipita sulla spina più lunga e affilata.
E, mentre muore con la spina nel petto,
vince il tormento superando nel canto
l'allodola e l'usignolo.
Una melodia suprema il cui scotto è la vita.
Ma il mondo intero tace per ascoltare,
e Dio, in Paradiso, sorride.
Al meglio si perviene soltanto con grande dolore
... o così dice la leggenda....
Colleen Mc Cullough
Quante volte ho ripensato a queste parole e mi sono chiesta perchè una creatura tanto indifesa e delicata dovesse fare questa fine così atroce, quale strano istinto potesse portarla a morire....... quale canto potesse valere tanto quanto la sua stessa vita.....che importanza aveva chi lo ascoltava se la stessa creatura che era capace di emettere un suono tanto sublime non ne avrebbe goduto?
Pensavo a tutto questo ma non vedevo quanto la mia vita gli somigliasse, quante volte ho sperato che dopo il dolore arrivasse quel meglio che avrebbe riscattato tutte le sofferenze, perchè proprio come questo strano uccello anche io mi getto sempre sulle spine più affilate, cerco la felicità ma per quei pochi attimi in cui mi viene donata rischio la vita. Dopo non cè un meglio ....cè solo il rumore sordo dei miei battiti accellerati e il sapore salato delle lacrime e quel peso così grande che mi schiaccia impedendomi quasi di respirare.
Mi ripiego su me stessa aspettando di recuperare le forze mi raggomitolo in un angolo aspettando che passi il dolore, ma diventa sempre più difficile e l'attesa sempre più lunga....e intanto il tempo passa mi scorre davanti inesorabile insieme alle occasioni.
Le vedo passare, davanti i miei occhi e ogni tanto ho un sussulto, ma non posso fare niente per fermarle e tantomeno stendere una mano per prenderle.
Vorrei essere diversa, vorrei non gettarmi sui rovi ma accontentarmi di un canto più modesto, su un modesto ramo, ma vivo di eccessi e per quanto vorrei non riesco a stare in quel mezzo dove risiede la virtù.
Tante spine mi sono entrate nel petto, e sento che un giorno arriverà quella mortale nella mia eterna ricerca di quel canto sublime, non so se quella dell'uccello di rovo sia una leggenda, ma la mia è una storia vera..... e per quanto ora capisca questa strana creatura spero che anche lei un giorno possa cantare senza che lo scotto sia la sua vita.